#Brief C Societa’ Italiana di Educazione Terapeutica (Siet) XXI Spot School Award

Brief C) Proposto da SIET - Societa’ Italiana di Educazione Terapeutica

Proposto da SIET Società Italiana Educazione Terapeutica

Scadenza Sabato, 16 Aprile 2022

BRIEF C: Proposto da SIET - Societa’ Italiana di Educazione Terapeutica
Unlike Stigma, Campagna di sensibilizzazione sullo stigma legato alla salute


1) Cliente: Società Italiana di Educazione Terapeutica (SIET) Associazione No Profit
La Società Italiana di Educazione Terapeutica nasce nel 2016 come sezione speciale della Società Italiana di Psicologia Clinica Medica, e nel Gennaio 2018 assume una sua autonomia societaria e continua nell'organizzazione di eventi divulgativi, scientifici ed esperienziali. Lo scopo della SIET è promuovere la ricerca e la formazione per lo sviluppo dell'Educazione Terapeutica, per aiutare i pazienti ed i caregiver ad acquisire e mantenere le competenze necessarie per convivere al meglio con una malattia cronica, per adottare corretti stili di vita e per migliorare la propria Qualità di Vita. L’Educazione Terapeutica è un modello di cura per le malattie croniche promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e punto centrale del Piano Nazionale Cronicità.

2) Lo stigma, il suo impatto negativo sulla salute e sulla qualità di vita
Lo stigma legato alla salute è un fenomeno che consiste nella presenza di pregiudizi, discriminazioni, colpevolizzazioni e comportamenti emarginanti nei confronti di persone affette da particolari condizioni cliniche. È stato descritto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un fardello “nascosto” della malattia. Lo stigma, esplicito o implicito, è presente ovunque, in famiglia, a scuola, fra gli amici, a lavoro, nei media e anche nel mondo sanitario e ha conseguenze rilevanti in chi lo subisce. Lo stigma può infatti avere un impatto negativo sulla salute generale e la qualità di vita dell’individuo, arrivando a penalizzare importanti aree di vita come l’istruzione, il lavoro, l’assistenza sanitaria, le relazioni sociali. Può determinare una minore ricerca di aiuto e trattamento e ostacolare anche le capacità organizzative dei servizi di sanità pubblica. Può peggiorare lo stile di vita della persona che lo subisce, facilitare l’insorgenza di ansia e depressione. Riduce la qualità della vita e può portare in casi estremi anche alla morte tramite suicidio. In sanità peggiora la relazione tra il professionista sanitario e il paziente e la sua famiglia e riduce la qualità dell’assistenza sanitaria offerta. In adolescenza può ostacolare lo sviluppo di una identità sociale adeguata. Le condizioni stigmatizzate sono più comuni di quanto si possa pensare e colpiscono un numero rilevante di individui, sia adulti che bambini: basti pensare a malattie come l’obesità, i disturbi alimentari, il diabete, i problemi di salute mentale, la cefalea, la psoriasi, l’aids, l’epilessia e molte altre.

3) Pubblico obiettivo (TARGET)

Professionisti sanitari, scuole, pazienti, caregiver, politici, giornalisti, e la popolazione in generale.

4) Posizionamento: posizione attuale
Le malattie croniche rappresentano attualmente le principali patologie presenti e la maggiore causa di morte in quasi tutto il mondo. Molte di queste malattie hanno origine in età giovanile ma richiedono a volte decenni prima di manifestarsi clinicamente. Esempi di malattie croniche molto diffuse sono l’obesità, il diabete, le cardiopatie, il cancro, le malattie respiratorie croniche, le malattie mentali, le malattie dell’apparato gastrointestinale, ecc.
Un esempio di stigma legato alla salute, quello sul peso, negli USA è stato riconosciuto come la terza forma di discriminazione più comune segnalata dalle donne e la quarta dagli uomini. Nel diabete un’indagine effettuata dalla fondazione diaTribe ha evidenziato che il 76% degli intervistati con diabete di tipo 1 e il 52% di quelli con diabete di tipo 2 abbia riferito di aver sentito lo stigma.
Nelle malattie mentali il cosiddetto stigma percepito tra le persone con disturbi mentali è presente nel 13,5% e supera il 40% tra i pazienti affetti da schizofrenia.
La SIET ha somministrato un breve questionario a pazienti che erano in cura per l’obesità e su 200 persone il 74,4% ha riferito di aver subito un pregiudizio o una discriminazione a causa della sua malattia, prevalentemente in una fascia di età tra i 6 e i 18 anni (56,2%), maggiormente nelle relazioni sociali e a scuola. Hanno inoltre riferito che lo stigma le ha allontanate dalle cure.

5) Posizione desiderata: OBIETTIVO DELLA CAMPAGNA
Lo scopo della campagna è diffondere una cultura anti stigma nell’ambito sanitario, scolastico, politico e mediatico. Gli obiettivi di comunicazione sono:
1.    sensibilizzare gli stakeholder e la popolazione in generale sui danni provocati dallo stigma legato alla salute;
2.    migliorare il know-how e la consapevolezza degli operatori sanitari che lavorano con le persone affette da malattie;
3.    Promuovere una formazione professionale sullo stigma pre e post laurea e specializzazione, sia nel mondo sanitario che in quello dei media.
4.    Indurre tutti gli stakeholders a procurare/fornire alle persone affette da malattie e vittime di stigmatizzazione un adeguato supporto.

6) “Tono della comunicazione”
È necessario l’uso del logo ufficiale di SIET e di Unlike Stigma (allegati)
Fare attenzione alle parole che si usano, adoperare un linguaggio che si riferisca alla persona senza identificarla con la sua malattia, migliorando gli ambienti sanitari e pubblici affinché le persone si possano sentire accolte ed accettate.
Utilizzare immagini rispettose e una narrazione basata sulla scientificità e che pone l’individuo e la sua dignità al centro.
Il messaggio deve essere chiaro, diretto e coinvolgente, non giudicante e che permetta alle persone e agli operatori sanitari di comprendere come lo stigma legato alla salute può compromettere la cura e la salute. Il materiale elaborato dovrà essere idoneo ad un’adeguata divulgazione sui principali media (classici e digitali) e in ambienti sanitari e scolastici.