#Brief B Legambiente Onlus XX Spot School Award

BRIEF B) PROPOSTO DA LEGAMBIENTE ONLUS - CAMPI DI VOLONTARIATO

Proposto da Legambiente Onlus

Scadenza Venerdì, 14 Maggio 2021

1) Cliente: Legambiente Onlus
Legambiente è un’associazione senza fini di lucro, fatta di cittadini e cittadine che hanno a cuore la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme; nata nel 1980, ha fondato la sua missione sull’ambientalismo scientifico e da allora combatte l’inquinamento, l’illegalità e l’ingiustizia in virtù di una migliore qualità della vita, per una società più giusta, equa e solidale. Tutte le battaglie vinte fino a oggi, dalla fine del nucleare alla legge sugli ecoreati, sono state possibili grazie al cuore pulsante dell’attivismo di Legambiente sui territori: il volontariato. Sono i volontari infatti che attraverso la partecipazione diretta, si fanno promotori in prima persona del cambiamento per un futuro migliore.

2) Il volontariato e i campi di volontariato
Il volontariato è il cuore pulsante di Legambiente, senza i volontari infatti tante vertenze e lotte territoriali non potrebbero essere portate avanti. Dal 1991 Legambiente organizza i campi di volontariato, progetti di volontariato della durata di una o due settimane, stanziali, durante i quali i volontari provenienti da tutta Italia e dall’estero si trovano a vivere insieme, lavorando insieme a un obiettivo comune, condividendo spazi, tempi e umori. È un’esperienza forte, ma allo stesso tempo formativa e decisiva nel percorso di crescita dei più giovani, perché permette loro di mettersi in gioco con sconosciuti, lavorare in gruppo, vincere limiti e barriere relazionali. È un’esperienza di integrazione e contaminazione con la cultura locale che ti ospita, sia che si tratti del piccolo paese italiano, sia che si tratti di una comunità rurale estera. I campi di volontariato di Legambiente hanno un taglio ambientalista, aderente alla mission dell’associazione.
Ciò che da qualche anno contraddistingue le attività di volontariato nei campi è l’approccio scientifico fortemente orientato alla citizen science, una modalità innovativa che si sta diffondendo in vari Paesi e che, attraverso la raccolta di segnalazioni, dati e informazioni utili, prevede la partecipazione attiva e il contributo concreto dei singoli cittadini a ricerche scientifiche di più ampio respiro. (Un esempio è quello della Beach Litter, la raccolta dei rifiuti provenienti dal mare e la loro catalogazione secondo il protocollo europeo, dati raccolti durante le campagne di pulizia di Legambiente e finiti nella banca dati di università e centri di ricerca).
L’elemento di citizen science insieme all’approccio learning by doing può essere la chiave per stimolare un nuovo interesse nel volontariato da parte dei giovani. Fare volontariato significa anche sviluppare e ampliare le cosiddette soft skills, quelle competenze trasversali utili per la vita sociale e lavorativa tanto richieste oggigiorno; significa contribuire allo sviluppo di una società civile dinamica, capace di offrire soluzioni creative e innovative alle sfide comuni.
Il campo di volontariato è un momento di formazione importante per le nuove generazioni, dove il sapere trasferito si trsforma in vera conoscenza e desiderio di partecipazione, una fucina di cittadini attivi e democratici in grado di esprimere la propria opinione su alcune questioni ambientali, e quotidiane al tempo stesso, che ci coinvolgono profondamente: salute, clima, ambiente, tecnologia, trasporti, energia, alimentazione, etc.
I campi di volontariato inoltre sono dedicati a cittadini italiani ma anche stranieri, alcuni progetti infatti sono in lingua inglese e accolgono volontari dalle associazioni partner con cui collaboriamo in tutto il mondo (circa 80) e che a loro volta ospitano nei loro progetti i volontari italiani che vogliono fare un’esperienza all’estero. In Italia Legambiente organizza campi grazie al presidio sui territori dei circoli, che sono circa 500 in tutto il paese, e la caratteristica è che spesso sono organizzati in località lontane dai circuiti turistici, posti bellissimi e remoti che difficilmente si riuscirebbero a intercettare e visitare. Ma organizziamo campi anche nelle aree delle periferie urbane, o lungo le coste, nei
luoghi balneari presi d’assalto durante l’estate e che necessitano di una salvaguardia e di una tutela maggiore.
Le attività che si svolgono sono le più disparate quindi a seconda delle urgenze territoriali: si va dalla sorveglianza dei nidi della tartaruga Caretta Caretta, ad attività antincendio con la Protezione civile; dalla raccolta e catalogazione dei rifiuti spiaggiati alla sensibilizzazione sulla corretta fruizione delle Aree naturali protette; dalla manutenzione di percorsi ciclabili alla pulizia di sentieri di montagna; dalla riqualificazione urbana all’avvistamento di cetacei in mare.
I campi di volontariato sono per Legambiente inoltre una porta privilegiata di accesso all’associazione e attraverso i campi Legambiente si pone l’obiettivo di coinvolgere e poi fidelizzare i volontari e allargare quindi al target più giovane la base associativa.
Piccola nota: partecipare a un campo di volontariato ha un costo di iscrizione che prevede la copertura di vitto alloggio e assicurazione; resta escluso dal contributo di partecipazione il viaggio. Sono contributi in linea con quelli di altre organizzazioni che organizzano progetti di volontariato, e
restano molto più bassi rispetto a quelli di una vacanza simile (stessa location, stesso periodo ad esempio).
Curiosità > alla domanda “perché ti sei iscritto al campo”, i partecipanti hanno dato varie risposte, le più frequenti sono:
1. per rendermi utile all’ambiente
2. volevo una vacanza alternativa
3. per conoscere gente nuova

3) Pubblico Obiettivo (TARGET):
Il target di riferimento sono i più giovani, dai 16 ai 25 anni. Riteniamo infatti che educare le giovani generazioni alla partecipazione sia fondamentale perché diventino cittadini consapevoli e informati e riteniamo che farlo attraverso un approccio “esperienziale” sia la chiave vincente.

4) Posizionamento: posizione attuale
Il volontariato ambientalista vive un po’ all’ombra del volontariato sociale e assistenziale, molto più conosciuto in Italia per cultura e diffusione. Inoltre secondo i dati Istat del 2018, è ancora la fascia di età dai 55 anni in su a praticare costantemente volontariato, seguito dalla fascia dai 35 ai 54. I più giovani insomma non sembrano “culturalmente educati” alla pratica del volontariato. Con l’avvento di Greta Thunberg e del movimento dei Fridays For Future molti giovani e adolescenti negli ultimi due anni si sono avvicinati ai temi ambientali, rendendo più partecipata la causa ambientalista e dando vita a numerosi altri movimenti. Tuttavia, nonostante questa nuova attenzione e il proliferare di nuovi movimenti studenteschi, sembra che fare ambientalismo sia associabile più alle forme di protesta che alla possibilità concreta di attivarsi attraverso iniziative di volontariato che non siano limitate alle pulizie degli spazi comuni.

5) Posizione desiderata: OBIETTIVO DELLA CAMPAGNA
L’obiettivo è ribaltare questa percezione e informare i più giovani che attivarsi concretamente per l’ambiente non solo è possibile, ma è anche un’ottima occasione per accrescere le proprie competenze e la propria formazione scientifica e quindi promuovere i campi di volontariato di Legambiente come esperienza formativa, spendibile, divertente, insomma FIGA!

6) “Tono della comunicazione”
Il tono di comunicazione deve essere diretto, leggero, serio ma non serioso. Deve coinvolgere e deve suscitare emozione e divertimento, portare l’utente a voler partecipare. Il target di riferimento deve potersi quindi riconoscere nel linguaggio usato. Stesso discorso per i canali di comunicazione, da preferire quelli più in linea con gli usi del target.
Note: si richiede l’uso del logo ufficiale di Legambiente (il logo è costituito dall’unione del marchio cigno e della scritta Legambiente)
https://www.legambiente.it/diventa-volontario/ (parte del sito in rifacimento)